Fermati a 6 slide

Nei prossimi giorni annunceremo la Startup Night, che si terrà verso la metà di luglio. Come le altre volte anche in questa occasione ci sarà uno spazio per chi presenta il proprio progetto Web.

A marzo Luca Sartoni ha portato la sua esperienza nella realizzazione di un pitch efficace, c’è un altro spunto interessante su cui voglio insistere: 6 slide sono sufficienti per spiegare la nostra idea e come intendiamo concretizzarla. L’obiettivo a cui tende il pitch è coinvolgere potenziali interessati, siano una parte del team, finanziatori o partner commerciali. Lavorare sulla semplificazione dell’idea, oltre che della presentazione stessa, è un ottimo allenamento per migliorare il progetto di business. 6 slide bastano per raccontare anche l’esperienza o il progetto più consistente, essere prolissi è il peccato originale per lo startupper.

Ci vediamo alla startup night con le vostre 6 slide!

Altro che Foursquare,ecco come promuovere la tua attività su Google Maps

La mania del momento è la promozione di un’attività come un negozio o un locale su Foursquare, il servizio web più cool del 2010. Addirittura il mio amico Tommaso Sorchiotti sta organizzando un evento per i sindaci di questo servizio. Se non sapete chi è un sindaco su Foursquare, beh forse è il caso di andare su foursquare.com e cominciare a giocare.

Girando per le mappe di Google sono capitato su un loro utilizzo estremamente efficace e semplice, per promuovere una vendita immobiliare. Il proprietario di una attività in via di chiusura ha deciso di utilizzare la presenza sulle gmaps per annunciare l’intenzione di trovare un acquirente per i suoi spazi. Guardate lo screenshot dal mio iPhone per capire cosa intendo.


E’ una buona idea e a costo zero,no?

Il traffico Internet mobile generato dagli operatori italiani

Ho provato a dare uno sguardo al traffico mobile generato dai vari operatori mobili italiani, usando come riferimento lo stesso sito dal quale ho estratto i dati sull’utilizzo dei browser. Naturalmente quello che conta è la tecnologia del device utilizzato per collegarsi alla rete (come c’è da aspettarsi l’iPhone la fa da padrone, ma lo vedremo presto in un altro post), ma da queste informazioni otteniamo comunque dei dati sul mercato italiano.

Il traffico mobile corrisponde a poco più del 6% del traffico totale, ed è in rapida crescita, settimana dopo settimana.

Le percentuali di traffico mobile sono indicative del tipo di utenza che hanno gli operatori, ad un alto traffico generato da smartphone corrispondono generalmente utenti alto spendenti (ARPU). La parte del gigante la fa TIM, seguita da 3. Vodafone ha un traffico ridotto rispetto al numero totale di utenti, che si avvicina a quello TIM. Wind si conferma come l’operatore preferito dal segmento entry level del mercato, ed è parecchio distanziata dagli altri operatori, probabilmente anche perché è l’unico operatore a non offrire nel proprio catalogo l’iPhone.

I dati sono calcolati sulla base del numero di visitatori unici. Una parte del traffico generato da Blackberry non è distinguibile in base all’operatore; per il momento però sul mobile Web Blackberry non genera un traffico sostanzioso, anche a causa del browser insufficiente rispetto ai device concorrenti.

UPDATE: nel testo non è specificato, ma l’analisi è stata effettuata sui visitatori unici grazie ai dati forniti da Google analytics. Le informazioni sono suddivise in più network location per operatore, per cui ho dovuto riaggregare i numeri.

I video più guardati dagli italiani

Quali sono gli interessi dei giovani italiani su Youtube? Ecco una lista delle keyword più ricercate dagli italiani tra i 18 e i 34 anni, ed una immagine che ripropone i video più visti nelle ultime settimane. Calcio, televisione e musica sono i temi che maggiormente attraggono i giovani. Nessuna sorpresa: a quanto pare, Youtube resta un modo per rivedere quanto già trasmesso da altri media.

Il dato più interessante riguarda i contenuti generati dagli utenti: sono stati all’origine del successo di Youtube, ma svaniscono nei grandi numeri, a favore di contenuti professionali, ripubblicati sul Web dagli utenti e dai network televisivi. Il tentativo di Google che punta al nostro salotto e al televisore dovrà probabilmente passare tramite accordi con i tradizionali produttori di contenuti, che per il momento sono gli unici a sapere bene come catturare e affezionare gli utenti. E che spesso sono ostili a Google e Youtube, rimanendo in Italia basti pensare al caso Mediaset.

Forse dovremmo chiamarlo PROtube e non YouTube…