Gli appassionati lettori di David Baldacci hanno cominciato una battaglia contro il loro scrittore preferito e la sua casa editrice. L’ultimo libro del noto romanziare era venduto fino ad alcuni giorni fa a 15$ nella versione per amazon kindle. Gli acquirenti non sono rimasti molto soddisfatti di questa politica di prezzi e hanno cominciato a lamentarsi, con messaggi pubblicati in Rete. Il pubblico del kindle store si è abituato ad un prezzo di 9.99$ per la versione elettronica dei libri.
Questo prezzo è nella maggior parte dei casi ottenuto grazie ad un sussidio fornito da Amazon, che vende il titolo in perdita (giustificata dall’alto costo di acquisto del kindle e del nuovo kindle dx). Ma quanto deve costare un libro nella sua versione elettronica?
La stampa e la distribuzione incidono in media per il 12,5% del prezzo di copertina (trovo questo valore un po’ troppo basso), i costi di scrittura, editing e marketing naturalmente sono gli stessi per la versione cartacea e per quella elettronica.
David Baldacci si è difeso pubblicamente affermando che i prezzi abituali del kindle store non permettono di remunerare adeguatamente l’autore e l’editore. Quello che il lettore compra non è un oggetto fisico (il format libro), ma il suo contenuto.
Questa interpretazione ricorda un po’ quello che dicevano le case discografiche a proposito del mercato della musica; e tutti sappiamo come è andata a finire.
Nell’economia dei contenuti far pagare i consumatori il bene immateriale che stanno consumando è l’obiettivo di chi deve remunerare i produttori.
Esattamente come succede per l’informazione anche l’editoria sta attraversando il momento di difficoltà che ha profondamente trasformato l’industria della musica. E che tra poco toccherà anche chi si occupa di immagini, come televisione e cinema.
Questa volta però, siamo ancora in tempo per non veder scomparire un intero settore economico, reagendo per costruire nuovi modelli.



