L’ammaraggio di un aereo nel fiume Hudson a NY è stato ripreso e condiviso in tempo reale grazie ad un iPhone e Twitter. Casi di giornalismo partecipativo di questo tipo sono da tempo piuttosto frequenti, grazie ai device che portiamo nelle nostre tasche, e che ora sono sempre più in grado di condividere informazione e non più registrarla solamente. Così molti avvenimenti si trovano ad essere raccontati tramite le immagini (oltre che le parole) di non professionisti, che solitamente si trovano lì per caso. Voglio insistere sul carattere di casualità di questi reportage, che riescono ad entrare con facilità nel circuito dei media mainstream per il loro valore di testimonianze dirette.

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Mancano esempi strutturati di uso delle nuove possibilità di informazione, format interattivi, ibridazione tra i media (internet e mobile ad esempio): il nuovo media degli spettautori (bello questo articolo di Anna Masera di qualche tempo fa) stenta ancora a nascere, anche se ormai il substrato tecnologico sembra veramente pronto per questi prodotti (nuovi device con vere funzionalità multimediali, ampiezza di banda disponibile, costo delle connessioni mobili).

Forse manca l’attenzione degli spettautori verso l’espressione creativa?

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