Google, Facebook e l’Africa

Scritto da lorenzo viscanti | Pubblicato il 30-06-2009 | Comments

Google continua ad estendere la sua piattaforma globale, questa volta grazie ad un servizio SMS per l’Africa. In un continente dove non esistono praticamente linee fisse ed i cellulari sono molto più diffusi dell’accesso ad Internet l’utilizzo degli sms diventa strategico. Nasce così Google Trader, un servizio che mette in contatto venditori e compratori, proprio grazie all’uso di messaggi di testo. SMS Tips invece permette di porre al motore di ricerca domande riguardanti l’agricoltura e la salute.

Nelle mie esperienze in Africa mi sono reso conto che la mancanza di notizie ed informazioni è uno dei maggiori ostacoli al cambiamento ed all’innovazione. L’utilizzo degli sms, come strumenti di comunicazione uno-a-molti, è una tecnica efficiente e semplice per diffondere informazioni, e ridurre l’asimmetria informativa, che è uno degli ostacoli da superare per ridurre la povertà. Muhammad Yunus con la sua Grameen Foundation ha capito da molto tempo cosa è giusto fare, e si è impegnato fortemente nelle telecomunicazioni. Prima in Bangladesh con un operatore mobile, e poi in Africa con il village phone ed infine con questo progetto.

Alcuni operatori stanno lavorando su social network che uniscono l’accesso via Web a quello via SMS: che strada sceglierà Facebook quando, come Google, dovrà porsi il problema di facilitare l’accesso nei paesi poveri? La mancanza di banda e la pesante interfaccia rendono l’accesso a FB abbastanza difficoltoso, per quello che io stesso ho potuto provare..

Menorca Techtalk 2009

Scritto da lorenzo viscanti | Pubblicato il 29-06-2009 | Comments

La settimana scorsa sono stato ospite di Martin Varsavsky a Minorca per l’appuntamento annuale che organizza con un buon numero di imprenditori del Web che vengono da tutto il mondo.

L’incontro è organizzato in maniera assolutamente informale, quattro giorni passati insieme discorrendo delle esperienze di ognuno dei presenti, in una splendida fattoria vicino al mare.

Tra le persone che ho incontrato sono rimasto piacevolmente colpito dal gruppo argentino: la dinamicità dei protagonisti della scena web argentina è assolutamente degna di nota, ed i progetti nati a Buenos Aires sono di sicuro interesse.

Unica nota negativa: tra i circa sessanta invitati ero l’unico italiano presente. Strano, se si pensa che gli argentini mi hanno più volte ripetuto che considerano legata la loro imprenditorialità al sangue italiano che scorre nelle vene di buona parte dei loro connazionali. Con Martin abbiamo discusso delle iniziative web nate nel nostro Paese: oltre alla Techtalk italiana, che da 4 anni ormai organizziamo, cercheremo di lanciare altre iniziative per fare gruppo insieme a tutti i fondatori di aziende e servizi web nel nostro Paese.

Ecco il resoconto pubblicato da Martin, che pubblica anche il link ad altri articoli.

Rodrigo Sepulveda ha pubblicato sulla sua pagina flickr alcune bellissime foto, che pubblico in questo post.

Per finire, grazie a Tomy Lorsch che ha avuto la bella idea di coinvolgerci attraverso un divertente gioco nel suo nuovo progetto che sta nascendo e a Benjamì che mi ha introdotto nel web spagnolo e soprattutto catalano.

1984 - 2009

Scritto da lorenzo viscanti | Pubblicato il 22-06-2009 | Comments

In 1984 George Orwell descrive un mondo in cui ogni libertà è scomparsa, il Grande Fratello ed il Partito Unico controllano la vita dei cittadini attraverso il telescreen, un televisore/telecamera installato in ogni casa.

La tecnologia come strumento di controllo dei regimi totalitari o semi-democratici è un motivo ricorrente in letteratura ed anche nei film (tra i tanti Nemico Pubblico con Will Smith). Quello che stiamo vedendo durante la crisi conseguente alle elezioni in Iran, ma anche in altri casi, è il contrario. La Rete e gli strumenti tecnologici di partecipazione sono un modo attraverso il quale si può esprimere e diffondere un sentimento contrario ai regimi oppressori.

Esistono anche esperimenti in cui queste tecnologie vengono messe a disposizione di un gran numero di persone per trasformarle in un esercito di cittadini reporter, come il giornale tedesco Bild che ha venduto tramite la rete di negozi Lidl una camera digitale a bassissimo prezzo. Nel caso di zone chiuse o difficilmente accessibili ai giornalisti, come Gaza, si è pensato a diffondere presso la popolazione strumenti, come le videocamere Flip, che permettano di documentare in foto e in video quello che accade.

La tecnologia, specialmente il Web, sta andando nella direzione esattamente contraria rispetto a quella ipotizzata da Orwell e da tanti altri. Citando ancora una volta Clay Shirky, stiamo assistendo alla più grande espansione della storia  delle capacità di espressione dell’uomo. E per fortuna tutto questo non si sta rivelando come un attacco alla nostra libertà.

Esistono però alcuni rischi: ad esempio i gestori dei servizi Web accumulano una serie di dati (gli IP di connesssione, ..) che possono essere utili per identificare in maniera univoca i cittadini/reporter e magari denunciarli alle autorità.

Questo post è stato ispirato da un articolo di John Gapper sul Financial Times del 20/21 giugno 2009.

1984

foto originale qui

Business nazionalisti

Scritto da lorenzo viscanti | Pubblicato il 21-06-2009 | Comments

A Barcellona, di passaggio per andare a Menorca Techtalk, ho visto quanto è diffuso il top level domain .cat. Fino alla fine del 2005, persone, imprese ed istituzioni catalane erano costrette ad appoggiarsi ai domini nazionali (.es, .fr e .ad) o a trovare soluzioni più fantasiose (la città di Girona, ad esempio, usava per i propri siti il dominio di primo livello di Gibilterra (.gi), per evitare l’utilizzo di quello nazionale.

La Fundaciò PuntCAT è stata promotrice di questo nuovo suffisso, approvato dall’ICANN nel settembre 2005. Da allora ogni azienda o istituzione della Catalogna ha aggiornato il proprio indirizzo Internet.

Per chi fosse restio a fare l’aggiornamento basta andare sul sito web del gestore del suffisso per capire che aria tira: un minaccioso drago invita gli utenti che utilizzano un browser straniero a navigare catalano.

Giocare sul nazionalismo dei catalani, riucendo ad ottenere un dominio di primo livello, si è rivelato un ottimo business: una comunità di circa nove milioni di persone ha portato tutti i propri indirizzi internet sul nuovo suffisso.

La registrazione ed il rinnovo dei domini generano probabilmente un cashflow pari ad alcuni milioni di euro all’anno, una cifra sufficiente per giustificare e sostenere un nazionalismo, oltre ai motivi culturali che lo hanno fatto nascere.

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nientearrosto è scritto da Lorenzo Viscanti ed Alice Avallone, tentando di interpretare le nuove tecnologie per dare l’opportunità di liberare la creatività ed indirizzarla ai mezzi digitali, creando occasioni inedite per lo scambio di emozioni tra le persone.
Lorenzo, dopo l'esperienza in Wikio, è fondatore di Mikamai.
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