Andrea Sesta segnala via Twitter un articolo di Matt Cutts che dà una sua visione sulle idee che possono dare via a una start-up: osservare un problema nella vita di ogni giorno (come ascoltare la musica in tutte le stanze della propria casa, come eliminare pile di biglietti da visita e tanti altri problemi che possono sembrarci anche banali) e risolverlo con molta semplicità, creando valore.
E’ un po’ come il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno: non è possibile trasformare tutti i problemi che affliggono il nostro Paese in idee per progetti innovativi? Guardiamoci attorno e prendiamo nota dei mille problemi che affrontiamo nella nostra vita di ogni giorno (a cominciare proprio da quelli che ci fanno dire purtroppo siamo in Italia). Dai trasporti, alla sanità, alla burocrazia, fino alla stessa immigrazione, in tutti i questi campi, che rappresentano spesso il punto debole della società italiana, è probabilmente possibile creare valore a livello imprenditoriale ottimizzando il servizio al cittadino. Con un po’ di sesto senso e tanta fortuna qualcuno potrebbe presto ritrovarsi a dire, per fortuna siamo in Italia!
Il percorso che stiamo preparando per la Startup Night nel prossimo autunno e inverno vuole proprio lavorare su questi punti, attraversare l’Italia e aiutare i progetti che vogliono influire sulla vita di ogni giorno nel nostro Paese.
Ormai sono un utilizzatore Android da alcuni mesi e mi trovo benissimo, come ho già detto, a parte alcuni piccoli difetti, che ancora vedo alla piattaforma di Google rispetto ad iPhone.
Ecco una lista dei quattro principali punti deboli su cui ritengo che Google e i produttori di device debbano lavorare in fretta per migliorare la piattaforma:
sincronizzazione e player musicale: caricare la propria musica da iTunes è possibile grazie a DoubleTwist, ma il software contiene ancora qualche problema (non sempre mi ritrovo tutti i file e le playlist sincronizzate) e soprattutto non è integrato in Android, ma deve essere scaricato a parte. Il player musicale di default è assolutamente insufficiente, ad esempio la ricerca dei brani musicale è confusa e produce risultati quantomeno strani (e mi risulta difficile pensare che Google non sia in grado di far funzionare la ricerca in uno dei suoi prodotti). Inoltre con l’aggiornamento alla versione 2.2 del sistema operativo non funzionano più i comandi degli auricolari per passare da un brano all’altro, in quanto è stata cambiata la API di Android e le app player non sono ancora state aggiornate….
backup: ho avuto numerosi problemi di corruzione della MicroSD inclusa nel mio Nexus One: basta mandare in sleep mode il Mac senza avere correttamente eseguito l’unmount della scheda di memoria dal computer e dal telefono per rischiare di corrompere i dati: il rischio non è tanto perdere la musica, quanto perdere le foto salvate nella scheda di memoria. Google deve fornire un valido sistema di backup per tenere copia dei file del telefono sul proprio computer, esattamente come fa iTunes
configurazione operatore: l’iPhone contiene in automatico le informazioni che permettono di configurare il traffico dati e l’invio di MMS con tutti gli operatori supportati. Questo permette agli utenti di usare il telefono con qualsiasi SIM senza doversi preoccupare di alcune configurazione: su Android invece bisogna andare a cercare sul Web e inserire i dati a mano. Perché Google non precarica nel sistema operativo queste informazioni risparmiandoci una configurazione lunga e complicata?
la tastiera: la precisione del touchscreen quando si scrive velocemente è assolutamente inferiore a quella dell’iPhone e inoltre la modalità di inserimento delle lettere accentate (tanto importanti per la lingua italiana e quella francese, ad esempio) è estremamente scomoda, è necessario sollevare il dito dallo schermo per selezionare il corretto accento.
Nel complesso continuo comunque ad usare Android, nonostante questa estate abbia perso per ben tre volte le foto scattate dal cellulare a causa di problemi della scheda di memoria…
Un viaggio in treno è sempre un’ottima occasione per leggere il giornale. O i siti dei giornali. Così ho provato a girare i siti web dei principali giornali italiani per curiosare tra le notizie estive.
Tutti i principali siti di informazione hanno una versione ottimizzata per i browser mobili, in particolare per l’iPhone. Navigare da Android è invece una impresa impossibile. Nessuno dei siti che ho provato e che normalmente uso da terminale mobile e fisso offre automaticamente una versione ottimizzata per i cellulari con il sistema operativo di Google. L’unico giornale italiano, tra quelli visitati, che ha riconosciuto il mio Nexus One è stato Libero News.
Diversa la situazione negli USA e nel resto d’Europa, dove il browser Android è comunemente riconosciuto dalla maggior parte dei siti. In Francia, ad esempio, Le Monde offre la versione tradizionale del sito, con un avviso che permette facilmente di passare alla versione mobile. Una soluzione efficace per l’utente e efficiente dal punto di vista tecnologico. Implementare il riconoscimento automatico di tutti i terminali mobili e non solo dell’iPhone è facile: basta integrare nella procedura usata per identificare Safari Mobile, il browser usato dai cellulari Apple, una lista di tutti i dispositivi cellulari, come quella offerta dal progetto wurfl.
Probabilmente le conoscenze tecniche sul Mobile Web devono ancora diffondersi nel nostro Paese: con la diffusione di HTML5 vedremo parecchie novità, meglio farsi trovare pronti!
E’ tempo di aggiornare i dati sull’utilizzo dei diversi browser in Italia. Gli appuntamenti precedenti hanno visto la rapida salita di Google Chrome, che da settembre a maggio ha aumentato considerevolmente la propria quota di mercato, che continua a crescere anche a luglio.
Il browser di Google passa dal 10 al 12% delle visite al nostro campione di siti Web (più in basso riporto informazioni sul campione utilizzato), arrivando ad una base utenti che è circa la metà di quella Firefox. Sostanzialmente stabile Internet Explorer, perdono un piccolo numero di utenti sia Firefox che Safari.
I dati provengono da un insieme di siti, per i quali ho accesso alle statistiche, che sommati rappresentano circa mezzo milione di accessi unici mensili, un campione abbastanza grande da poter essere considerato indicativo dell’andamento su base nazionale.
Di seguito riporto l’immagine riferita a maggio 2010.
UPDATE: su richiesta di Stefano Cobianchi ecco il breakdown dell’utilizzo di Internet Explorer nelle varie versioni. Purtroppo IE6 pare essere ancora piuttosto diffuso e quindi difficile da abbandonare, almeno per un po’ ancora, nello scrivere nuove applicazioni Web.